Questa rubrica ti permette di consultare il medico “on line”; cerca di strutturare i tuoi dubbi e i tuoi quesiti in maniera semplice. NON INTENDIAMO, ovviamente, con questo servizio, poter stabilire diagnosi, né suggerire terapie particolari, solo sulla base di descrizioni cliniche. INTENDIAMO istituire un servizio di comunicazione, che possa aiutarti nell'orientamento di queste patologie, supportandoti, possibilmente, con un consiglio appropriato.
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Prolasso emorroidario e prolasso mucoso rettale - uso della suturatrice meccanica circolare
Domanda
Egr. Dottore, Sono venuta casualmente a sapere della Sua esperienza specifica e di un Suo lavoro sull'argomento. Dovendo affrontare una operazione sono interessatissimo a documentarmi in modo da scegliere il procedimento giusto e, per quanto possibile, l'ospedale ed il chirurgo giusto. Alla mia età non posso permettermi errori evitabili. Le sarei grato se mi desse modo di accedere al lavoro da Lei presentato al Congresso di Colonproctologia e mi volesse indicare altre fonti di "sapere specifico" in questo campo. La ringrazio anticipatamente con distinti saluti. Lettera firmata
Risposta del Dott. Carriero
Gentile Signore, La ringrazio per l'attenzione e per la volontà di documentarsi verso un argomento che La riguarda direttamente. Attualmente, l'intervento in questione è indicato nei casi di prolasso emorroidario di III°, che esce al di fuori del canale anale ed è riducibile manualmente. Ha quindi una certa mobilità. L'intervento è rivolto a rimuovere una banda circolare mucosa del retto, al di sopra del prolasso emorroidario, in modo tale da non permettere più lo scivolamento attraverso il canale anale, senza asportare assolutamente le emorroidi, causa di importante dolore (tipico delle emorroidectomie). I vantaggi di questo intervento sono: riduzione della degenza ospedaliera, ridottisimo consumo di analgesici nel post-operatorio, precoce ritorno all'attività lavorativa, estrema soddisfazione e facilitazione nell'atto della defecazione. E' anche importante che l'intervento venga eseguito correttamente, pena alcune complicazioni a breve e lungo termine, che possono risultare spiacevoli. Mi rendo conto di usare un linguaggio troppo specifico e tecnico, ma sarebbe sufficiente un modello anche cartaceo per essere più chiari.Spero di averLa aiutata, almeno un'pò. Altre notizie si possono ricavare dalla seguenti pagine web:www.tuttoemorroidi.com, www.ucpclub.org Cordiali Saluti.
Commento
Egregio Professore, due righe subito per ringraziarLa della Sua pronta ed interessantissima risposta. Ho già "navigato" un po' sui siti da Lei cortesemente segnalatimi e lo farò ancor meglio con l'aiuto della mia compagna che è medico e può quindi registrarsi come richiesto. Per il momento ancora grazie. Per inciso sappia che a Modena mi legano gli anni della mia giovinezza e compagni di scuola che, diversamente da me, hanno scelto medicina. Ancora grazie. Lettera firmata
Patologia emorroidaria
Domanda
Buon giorno. Soffro da tempo di emorroidi interne con giornaliero prolasso e conseguente visione stellare. Al temine di una visita ano/rettoscopica mi è stato diagnosticato quanto segue: " Non lesioni a carico del retto, del sigma e del canale anale degne di interesse chirurgico, presenza di piccole neoformazioni anali (polipoidi) a ore 9 ed 11, mobili, emorroidi recidive". A seguito di ciò mi è stato consigliato un RX clisma opaco cautelativo (già effettuato, con esito negativo) ed un successivo intervento di emorroidectomia da effettuarsi secondo il metodo Milligan-Morgan, in quanto il metodo secondo Longo (suturatrice Stapler), data la presenza dei due "polipetti", non sarebbe applicabile. Ho però avuto la sensazione che il medico interpellato non sia un fautore di quest'ultimo metodo. Le sarei molto grato per un parere in merito.
Cordiali saluti Lettera firmata
Risposta del Dott. Carriero
Egregio Signore, dalla Sua lettera non sono abbastanze chiare alcune situazioni. 1) Non è chiaro il grado di prolasso emorroidario , III° o IV° grado (solo in questi casi è necessaria la soluzione chirurgica). 2) Nella risposta della rettoscopia, si parla di emorroidi recidive. Il termine recidive si riferisce sempre a qualcosa che è stato trattato in passato e che si riforma. E' già stato sottoposto a qualche intervento sulle emorroidi? Altrimenti questo aggettivo non ha senso. Consiglio: Se sono prolassanti, dopo la defecazione e riducibili manualmente, suggerisco l'intervento di prolassectomia con stapler. I due piccoli polipi non controindicano questa metodica. Consiglio pratico : cercare, nella sua zona, un buon esperto colo-proctologo. In caso di necessità, sa come contattarmi. Cordiali Saluti
Testimonianza post-operatoria dopo prolassectomia con Stapler
Commento 1
Gentilissimo Dottore, quando nell' Agosto scorso venni da lei, su segnalazione del mio medico curante, per esporre il problema che mi affliggeva da anni e che ormai, capivo, non sarebbe stato possibile curare in alcun modo se non chirurgicamente, non le nascondo che seppure venni rassicurato di una rivoluzionaria metodica operatoria da lei praticata consistente nell' affrontare la patologia emoroidaria non nei suoi effetti, ma nella sua vera causa (il prolasso della mucosa rettale) con l'ausilio di una suturatrice meccanica (stapler) e mirante ad eliminare quasi completamente i prolungati " effetti indesiderati " post-operatori di una tradizionale emorroidectomia, ragione per la quale per tanto tempo ho rimandato il mio problema (soffrendo e perdendo spesso sangue!), non le nascondo che pur nutrendo una grande speranza e fiducia, forse obbligata dalla consapevolezza di essere arrivato al capolinea, un certo scetticismo, tuttavia, mi era rimasto. Così chè quando mi parlò di un suo paziente, da lei operato qualche giorno prima, che il terzo giorno dall'intervento sguazzava allegramente in piscina, fui veramente colpito. Ebbene, sono lieto (soprattutto per me!!) di poterle portare testimonianza che tutto ciò che mi aveva paventato è stato tutto assolutamente vero: ripristino immediato delle naturali funzioni intestinali in assenza di dolore e sanguinamenti apprezzabili. Le dirò di più: sperando di avere battuto l'altro paziente, al terzo giorno in ammollo, il giorno dopo il mio intervento ho potuto assistere tranquillamente seduto su una panchina alla partita di wolley di mia figlia Giulia, con immensa e doppia felicità. Lettera firmata
Commento 2
A mezzo la presente desidero semplicemente dare un contributo e – se possibile – spronare coloro che, al pari mio, erano pieni di scetticismo e di timori nel dover affrontare un intervento chirurgico emorroidario. Ho iniziato a soffrire seriamente di prolasso emorroidario verso la metà del 2001; ho fatto varie visite, incontrato vari specialisti: nessuno di costoro, però, mi convinceva. Così ho trascinato il mio fastidioso (e, a volte, doloroso) problema per più di un anno!
Sono venuto a conoscenza della tecnica adottata dal Dott. Carriero circa tre mesi fa, verso la metà di settembre grazie ad una prima segnalazione di una mia collaboratrice ed alla successiva ricerca effettuata su internet. Sono rimasto favorevolmente colpito ed ho richiesto un appuntamento al Dott. Carriero per la fine dello stesso mese. Questo incontro mi ha ulteriormente rafforzato nella convinzione di sottopormi all'intervento chirurgico di “prolassectomia con stapler”: finalmente, era proprio quello che (da troppo tempo) stavo cercando! A causa di alcuni miei problemi lavorativi ho preferito concordare la data dell'intervento per la seconda metà di novembre; una ventina di giorni prima avevo effettuato le analisi pre-operatorie di routine, perdendo non più di due ore complessivamente, presso il Poliambulatorio Chirurgico Modenese.
Circa l'intervento, mi preme sottolineare come tutta l'equipe medica si è dimostrata efficiente e preparata, sia durante le fasi preliminari che durante l'immediato decorso post- operatorio, rendendo il meno difficoltoso possibile anche il mio rientro a casa ( sono stato dimesso dopo sei ore dalla fine dell'intervento!). Per quanto riguarda la convalescenza, debbo evidenziare di aver provato un certo disagio per i primi due giorni (disagio limitato, comunque, solo alle ore serali); dal terzo giorno in poi ho notato un progressivo miglioramento delle mie condizioni (andava via via scemando la perdita di sangue, ad esempio). Da subito, d'altra parte, ho potuto sedermi e deambulare e mangiavo di tutto un po'; al quarto giorno già ero in grado di guidare la mia auto, al sesto giorno successivo all'intervento ho ripreso la mia normale attività, pranzando fuori casa tra l'altro. A distanza di una quarantina di giorni dall'intervento posso solo rammaricarmi di non essere venuto a conoscenza prima del Dott. Carriero e della sua innovativa tecnica! Vado di corpo regolarmente, senza timore e con maggiore facilità rispetto ai mesi precedenti l'intervento; la mia qualità di vita, così, è indubbiamente migliorata.
Un ringraziamento particolare va al Dott. Carriero, quindi, per l'ottimale riuscita dell'intervento, per la gentilezza e chiarezza nelle visite di controllo effettuate, per la sua capacità di mettere a proprio agio il paziente, sdrammatizzando all'occorrenza, e per la disponibilità (anche telefonica) dimostratami nei giorni immediatamente successivi all'intervento, per me molto delicati, soprattutto sotto l'aspetto psicologico. Reggio Emilia, 30 dicembre 2002.
Ragade Anale
Domanda
Sono sofferente di ragade anale, ma il mio medico mi ha prescritto solo il dilatatore a caldo. Il problema persiste da 2 mesi, ma la cura non ha risultati. Ho letto sul suo sito che bisogna usare anche prodotti a base di nitroglicerina: vorrei gentilmente sapere se possibile il nome di alcuni di questi prodotti da voi giudicati migliori. La prego di rispondere con cortese urgenza.
Risposta del Dott. Carriero
Egregia Signora, gli unguenti a base di nitroglicerina non si trovano in commercio in Italia, ma vengono preparati appositamente da farmacie attrezzate. Attualmente, nella mia zona faccio preparare una soluzione allo 0,25% di nitroglicerina, che deve essere applicata su tutta la circonfernza anale, con estrema continuità, tre volte al giorno per 30 giorni consecutivamente. L'associazione di nitroglicerina e dilatatore anale aumenta la percentuale di risoluzi one, intorno all'85% dei casi. E' necessario essere sicuri della diagnosi, in quanto nella forma inveterata e se presenti "skin-tags" importanti, anche la nitroglicerina non sortisce l'effetto desiderato, ma diventa necessario ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico.
Uso della nitroglicerina nella ragade anale
Domanda
Egregio Dr. Carriero, Ho provato a cercare unguenti alla nitroglicerina, ma a Caserta la nitroglicerina è introvabile. Ho quindi telefonato alla Farmacia ... che gentilmente ed in modo solerte mi ha fatto avere il prodotto. Nella sua e-mail mi parla di "ragade in forma inveterata" e se sono presenti "skin-tags". Posso soltanto risponderle di averla già un anno fa e che dopo un breve trattamento con pomata al cortisone e successivamente con "fitostimoline" il disturbo era sparito. E' ricomparso a fine Luglio 2001, in concomitanza con una dieta ipocalorica. La vecchia terapia è stata vana e quindi mi sono recata all'ospedale di ..., precisamente presso l'ambulatorio di Colon-proctologia. Il Dottore che mi ha visitata, ha definito la mia patologia una "ragade ad ore 11". Quindi suppongo che non vi siano presenti pellicine che pendano. Mi ha prescritto: Fisian Soluzione, Dilatan Dilatatore e Dilatan Crema. Faccio regolarmente la mia terapia descritta 2 volte al giorno e poi negli intervalli applico la nitroglicerina? O la applico contemporaneamente? Visto la sua gentilezza e la sua disponibilità la prego cortesemente di rispondermi.
Risposta del Dott. Carriero
Egregia Signora, l'applicazione della soluzione alla nitroglicerina deve essere fatta nel seguente modo. Il paziente si stende su un fianco, avvicinando le ginoccchia all'addome. Solleva il gluteo e spinge, come se dovesse simulare una defecazione. L'unguento va applicato, durante la spinta, su tutta la circonferenza anale, ed in aggiunta, una piccolissima quantità nel canale anale. L'applicazione deve essere ogni 8 ore nella giornata per 30 giorni consecutivi, senza interruzione. Se la terapia viene interrotta per qualche motivo, deve essere ripre sa sempre per un meso intero. Solitamente, in associazione alla nitroglicerina, suggerisco l'uso del dilatatore anale, a caldo, inziando con la misura piccola per 15 giorni, per poi passare all'uso della misura media per altri 15 giorni. Sul dilatatore va applicato una pomata tipo Luan, prima dell'introduzione. Va usato solo una volta al giorno e tenuto per 10 minuti. Anche in questo caso suggerisco la posizione distesa e sul fianco, in estrema tranquillità. Solitamente suggerisco anche, se la ragade provoca notevole dolore, di iniziare con il dilatatore solo dopo aver già iniziato con la nitroglicerina da almeno una settimana. Ultimo suggerimento: dieta ricca di scorie, bere molta acqua ed eventualmente 1 o 2 bustine di Psyllogel (formante massa a base di psyllium - gusto migliore thè al limone) per rendere la massa fecale morbida ed abbondante.Queste sono i tre presidi usati nella terapia medica della ragade anale.
Defecazione ostruita associata a rettocele ed intussuscezione retto-rettale
Domanda
Egr.dr.
vorrei chiederLe un parere sulla patologia che ormai mi "perseguita" da 2 anni, sorta all' improvviso, senza nessuna causa scatenante, e che nonostante il peregrinare da un medico all'altro, non è ancora stata risolta. Ho 47 anni mi chiamo ... e sono affetta da stipsi rettale e dissinergia del pavimento pelvico(almeno, questa è la diagnosi fattami ) I MIEI SINTOMI SONO: sensazione di incompleta evacuazione e tensione a livello anale che mi porta a contrarre i glutei; questi sintomi si presentano tutti i giorni e perdurano per tutta la giornata, rendendomi la vita un inferno. Gli ultimi accertamenti che gli ho eseguiti presso ..., (io abito a ... ,e nella mia città non esiste la possibilità di fare una defecografia, una manometria anorettale e tanto meno il biofeedback) DEFECOGRAFIA:l'indagine eseguita previa introduzione di circa 180 cc di mdc ha evidenziato un'ampolla rettale normoconformata. L'angolo ano-rettale misura circa 105° a riposo, si riduce a 93° in fase di contrazione e si amplia nuovamente a 97° circa in fase di ponzamento. Durante la fase dinamica di studio si apprezza la formazione di rettocele anteriore di 35mm, si apprezza inoltre una difficoltà all'apertura del canale anale con necessità di reiterati ponzamenti per ottenere un comunque parziale svuotamento dell'ampolla rettale. Nella norma l'abbassamento del pianto perineale dalla fase di riposo a quella di massimo ponzamento.
MANOMETRIA ANORETTALE (eseguita presso il laboratorio di ...) Apparecchiatura:Poligrafo Synetics Medical -Sonda Arndorfer 8 canali radiale: Ipertono dello sfintere anale interno. Riduzione dell'incremento pressorio percentuale durante la contrazione volontaria massimale con incremento pressorio assoluto sufficiente per una normale attività di continenza. Non evidenza di rilasciamento sfinteriale durante il ponzamento.Nella norma la sensibilità rettale. Le indicazioni terapeutiche sono le seguenti: Alimentazione ricca di fibre(escluse le verdure a foglia) per rendere le feci molli, ginnastica anale domiciliare(trattasi di massaggi manuali eseguiti con l'ausilio di un dito guantato al fine di verificare lo stato di contrazione e rilassamento dello sfintere). Il risultato è mediocre per non dire nullo in quanto non riesco a capire se i movimenti che faccio sono corretti o no. L'ultima spiaggia sembra essere il biofeedback, che a tutt'oggi non riesco ad eseguire per la mancanza delle apparecchiature. Ho sentito dire che si può reperire lo strumento per la riabilitazione domiciliare, ma nessuno è stato in grado di darmi delle informazioni utili. Io sarei anche disposta ad andare in capo al mondo pur di risolvere il mio problema. Può aiutarmi? La ringrazio.
Risposta del Dott. Carriero
Cara Signora , comprendo perfettamente la sua situazione. La sua malattia si chiama : "Sindrome da defecazione ostruita", probabilmente associata a rettocele ed intussuscezione retto-rettale o retto-anale. Tantissime donne ( e molti uomini) soffrono di stitichezza. In parole povere non hanno una normale defecazione, sia come tempi , sia come frequenza di evacuazione. Non sempre però, questo dipende dal tipo di dieta o dalle abitudini di vita. Soprattutto nella donna molte volte, la causa del problema è nella "ostruita defecazione". Interminabili minuti passati sul water , necessità di spingere, di effettuare manovre manuali e clisteri per effettuare una quotidiana defecazione e il più delle volte la sensazione fastidiosa di avere ancora la necessità di andare in bagno. Oggi è possibile superare tutto ciò. Molte persone, e in maggior parte le donne, sono affette, senza saperlo, dalla cosiddetta " defecazione ostruita", cioè dall'impossibilità di defecare in modo naturale. Il fastidio è causato, moltissime volte, da un problema inerente al canale ano-rettale, cioè della parte finale dell'apparato digerente e non da errate abitudini di vita. A volte la mucosa del retto prolassa creando un'ostacolo al passaggio delle feci, (ragione degli sforzi per evacuare), altre volte la muscolatura del retto si sfianca creando una sacca che protrude,nelle donne, verso la vagina (e quindi la necessità di "digitare" nella vagina per far passare le feci), altre volte poi , residui di feci rimangono in piccole tasche mucose lasciando la sensazione di dover ancora defecare, oppure di sentire la necessità di andare in bagno più volte. Oggi è possibile , con un intervento non doloroso e che necessita di pochi giorni di ricovero, risolvere questo fastidioso problema.